Spettroscopia amatoriale: analizzare la luce delle stelle
La spettroscopia e' forse la tecnica piu' affascinante a disposizione dell'astrofilo: permette di scomporre la luce di una stella e leggere, nelle sue righe, la composizione chimica, la temperatura e persino il movimento dell'oggetto. Un tempo riservata ai grandi osservatori, oggi e' alla portata di chi dispone di un telescopio e di un reticolo di diffrazione.
Che cos'e' uno spettro
Quando la luce attraversa un prisma o un reticolo si scompone nei suoi colori. Le righe scure o brillanti che appaiono sovrapposte allo spettro continuo sono le impronte degli elementi chimici presenti nella sorgente: ogni elemento assorbe ed emette a lunghezze d'onda precise. Studiando la posizione e l'intensita' di queste righe si ricava una quantita' sorprendente di informazioni su un astro lontano milioni di chilometri.
Si distinguono tre tipi fondamentali di spettro: continuo (un corpo caldo e denso, come il filamento di una lampada), a righe di emissione (un gas caldo e rarefatto, come una nebulosa) e a righe di assorbimento (una sorgente continua vista attraverso un gas piu' freddo, come l'atmosfera di una stella). Riconoscere a quale tipo appartiene uno spettro e' gia' il primo passo dell'analisi.
Strumenti per iniziare
Il modo piu' semplice di avvicinarsi e' un reticolo a trasmissione da avvitare al porta-oculari o davanti alla camera. Con questo accessorio economico si distinguono gia' le righe principali nelle stelle piu' brillanti e nel Sole, osservato sempre con i dovuti filtri. Per misure piu' precise si passa a spettroscopi a fenditura, che isolano una porzione di cielo e producono spettri calibrabili in lunghezza d'onda grazie a una lampada di riferimento.
La calibrazione e' il punto chiave: senza un riferimento noto, le posizioni delle righe restano relative. Una semplice lampada a risparmio energetico, ricca di righe note, e' spesso sufficiente per tarare lo strumento amatoriale.
Cosa si puo' misurare
Con un po' di pratica l'astrofilo riesce a classificare le stelle per tipo spettrale, dalle calde stelle blu di tipo O e B alle fredde stelle rosse di tipo M, riconoscendo le righe dell'idrogeno della serie di Balmer. Si possono individuare stelle particolari come le Be, con righe di emissione, e perfino misurare lo spostamento delle righe dovuto al moto della sorgente lungo la linea di vista (effetto Doppler).
Sono progetti che mettono in contatto diretto con la fisica degli astri e che, in alcuni casi, hanno reale valore scientifico: il monitoraggio spettroscopico di stelle variabili e di novae e' un campo in cui i contributi amatoriali vengono raccolti in database professionali.
Un campo aperto al contributo amatoriale
La spettroscopia e' una delle aree in cui gli astrofili collaborano stabilmente con i ricercatori. Per chi gia' pratica l'astrofotografia, e' un'estensione naturale: cambia l'obiettivo dell'osservazione, dalla bellezza dell'immagine all'informazione fisica contenuta nella luce. Per i fondamentali osservativi che precedono ogni sessione, vedi la guida all'osservazione del cielo.
Dalla teoria alla pratica sul campo
Per ottenere uno spettro utile non basta avvitare il reticolo: conta l'orientamento delle righe rispetto al sensore, la messa a fuoco - che per la luce dispersa puo' differire da quella visuale - e l'esposizione, da regolare per non saturare le righe piu' intense. Conviene iniziare da stelle brillanti e ben note, come quelle di tipo A ricche di righe dell'idrogeno, per imparare a riconoscere subito cio' che si sta misurando. Con un software dedicato lo spettro grezzo viene raddrizzato, calibrato in lunghezza d'onda con la lampada di riferimento e corretto per la risposta dello strumento, ottenendo un profilo confrontabile con quelli di archivio. E' un lavoro paziente, ma ogni passo insegna qualcosa sulla fisica della luce e trasforma il telescopio in un piccolo laboratorio.
Domande frequenti
Serve un telescopio costoso per la spettroscopia?
No. Un reticolo a trasmissione economico montato su un telescopio di medio diametro permette gia' di osservare gli spettri delle stelle piu' brillanti e di classificarle. La precisione cresce con spettroscopi a fenditura, ma si puo' iniziare con poco.
Posso fare spettroscopia del Sole?
Si', ed e' un ottimo esercizio perche' lo spettro solare e' ricchissimo di righe di assorbimento. Va fatto sempre con filtri solari certificati o per proiezione, mai puntando lo strumento al Sole a occhio nudo.
A cosa serve calibrare lo spettro?
La calibrazione associa a ogni punto dello spettro la sua lunghezza d'onda reale, usando righe note di una lampada di riferimento. Senza calibrazione si possono riconoscere le righe ma non misurarle con precisione.